• Chiesa solidale della Caritas Diocesana di Tortolì e Lanusei
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Emergenze profughi e richiedenti asilo

  

Ha ormai assunto dimensioni drammatiche lo spostamento di migliaia di persone con lo scopo di cercare asilo e protezione in Europa dall'inasprirsi della guerra in Siria, dall'instabilità politica e dalle sistematiche violenze. Sono soprattutto siriani, iracheni e afghani, tra cui molte donne e bambini, i rifugiati che stanno percorrendo la strada della speranza per arrivare nel Nord Europa, attraversando tutta una serie di paesi che, colti di sorpresa, sono sprovvisti di programmi di accoglienza specifici.

"Un'emorragia continua perché la comunità internazionale resta inerte e non affronta le cause a monte di questa tragedia umana" sostiene don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana. Una crisi umanitaria che va affrontata come tale.  Caritas continua il suo impegno sia nei Paesi d'origine, nei Paesi lungo tutte le rotte dei profughi sia in Italia per l'accoglienza che nelle varie aree di crisi. In Siria e nei Paesi limitrofi, a Gaza, in Iraq fornendo alloggi, assistenza sanitaria, cibo, generi di prima necessità, istruzione, protezione a donne e bambini, assistenza psicologica per traumi causati dal conflitto. Nell'Europa dell'Est le Caritas dei paesi maggiormente coinvolti, con il sostegno di Caritas Italiana, si sono attivate per portare aiuti a questa marea umana priva di tutto: generi alimentari, acqua, materiale per l'igiene, pannolini per i neonati. E soprattutto una parola di conforto nei tanti bivacchi di fortuna che si incontrano nelle città di questi paesi. L'inverno è però alle porte. Ci si sta preparando per un'azione tempestiva e generosa per accogliere e assistere con dignità questi rifugiati anche in prospettiva di un'ulteriore "emergenza freddo".

Caritas Italiana ha inoltre realizzato diverso materiale, a partire da uno specifico Dossier per informare sulla situazione nei vari contesti, dai Balcani al Mediterraneo e contribuire alla conoscenza di un fenomeno dai tratti molto complessi che negli ultimi mesi ha assunto una dimensione globale. Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha approvato un Vademecum Immagine vademecum accoglienza 13 ottobre 2015 con una serie di indicazioni pratiche per le Diocesi italiane circa l'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i paesi di provenienza dei migranti. In Italia, la Chiesa italiana, già in prima linea nella prossimità ai migranti, indica così alle comunità locali chi, dove, come, quando accogliere, in risposta all'appello lanciato da Papa Francesco il 6 settembre 2015. Un appello del Papa che ha trovato infatti le nostre Chiese già da tempo in prima fila nel servizio, nella tutela, nell'accompagnamento dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Infatti, su circa 95.000 persone migranti - ospitate nei diversi Centri di accoglienza ordinari (CARA) e straordinari (CAS), nonché nel Sistema nazionale di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) - diocesi e parrocchie, famiglie e comunità religiose, accolgono in circa 1.600 strutture oltre 22.000 migranti.

Nello specifico Caritas Italiana ripropone una progettualità già sperimentata in una decina di Diocesi nel corso del 2012. Si tratta del progetto "Rifugiato a casa mia" Immagine Rifugiato a casa mia che vede il coinvolgimento della comunità cristiana in uno sforzo volto all'accoglienza di rifugiati e richiedenti protezione internazionale presso famiglie, istituti religiosi o parrocchie dove comunque i beneficiari dovranno essere seguiti da famiglie tutor. All'estero, la Conferenza Episcopale Italiana propone di valorizzare le esperienze di cooperazione internazionale e di cooperazione missionaria e sostenere 1.000 microrealizzazioni nei Paesi di provenienza dei migranti in fuga da guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose, per garantire loro il diritto di rimanere nella propria terra. L'accoglienza non può far dimenticare le cause del cammino e della fuga dei migranti che arrivano nelle nostre comunità.

  • "Attenzione! Per noi tutta la persona, e maggiormente se è emarginata, malata, è la carne di Cristo. Il lavoro della Caritas è soprattutto rendersi conto di questo". (Papa Francesco)

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