• Chiesa solidale della Caritas Diocesana di Tortolì e Lanusei
  • Direttore Caritas Cristiana Boi
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immagine Io musulmano alla Mensa della Chiesa Solidale

Volontario nel nome di Cristo

  

Angelo Conciatori ha 52 anni. E’ felicemente sposato con Patrizia, è padre, agricoltore e volontario. Lo è per rispondere in modo autentico ed impegnato al Vangelo che invita al servizio degli ultimi, dei poveri, dei più bisognosi.
Angelo non ha dubbi, è questa la via per seguire Cristo.

- Da dove e come nasce l’impegno nella Caritas?
Ho sempre pensato che il cuore del messaggio cristiano si realizzi nel servizio ai bisognosi. E’ Cristo che ci indica la strada e a questo invito non possiamo sottrarci. Da sempre sono stato impegnato in Parrocchia, nell’Azione Cattolica e nell’esperienza della Casa Solidale che per anni si è occupata della mensa per i poveri. L’apertura delle sedi della Caritas e l’avvio del servizio mensa a Tortolì ha reso il mio impegno ancora più costante. Insieme ad altri volontari sono responsabile del servizio e ogni giorno tocco con mano quanto la povertà dei nostri fratelli oltreché materiale sia legata alla mancanza di relazioni e di vicinanza ad altre persone. La mensa oltre i pasti caldi, ben graditi da chi non ha nulla da mangiare, è un luogo protetto e accogliente dove chi arriva si sente a casa, per condividere un po’ del suo tempo, delle sue fatiche e preoccupazioni ma anche per condividere la gioia grande di avere qualcuno con cui parlare.

- Quali sono gli impegni a cui è chiamato un volontario Caritas?
Ogni volontario per assolvere alla sua missione deve saper accogliere, saper ascoltare e aiutare. Questi elementi sono collegati e devono coesistere in modo equilibrato. Naturalmente le difficoltà non mancano ma le azioni e gli obiettivi che si pone la Caritas sono così importanti che quando si presentano le difficoltà si confida nella Provvidenza e si cerca la soluzione migliore per andare avanti.

- Le persone che si rivolgono alla Caritas ricevono tanto da te e da tutti i volontari. Loro in te, cosa lasciano?
Loro mi donano la consapevolezza che siamo tutti umani, molto umani. Ci aiutano a ridimensionare il nostro ego, a interrogare le nostre coscienze e a spingerci a fare meglio. Aiutano a non porci nei loro confronti con un atteggiamento di superiorità ma di parità, di fraternità. Con loro vivo l’esperienza della fraternità e della condivisione in modo autentico, senza sovrastrutture e filtri.

- Per il territorio cosa rappresenta la Caritas e il vostro impegno?
La Caritas è un segno forte e significativo della presenza viva della Chiesa. Le persone in difficoltà sanno che alla Caritas potranno trovare una porta sempre aperta, delle persone disposte ad accogliere, ascoltare e aiutare. In un momento storico così complesso, con nuove povertà che emergono, la Caritas è un punto di riferimento. Senza la Caritas molte persone sarebbero senza speranza. E noi non possiamo permettere che gli uomini perdano la speranza.

  • "Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere Te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso". (Beata Madre Teresa di Calcutta)

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